io e i rischi
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intervista

Antonio Longo,
Presidente Movimento Difesa del Cittadino

Antonio LongoPerché è importante l’educazione finanziaria?
Saper gestire i propri risparmi, valutare bene la capacità di indebitamento come persone e come famiglia sono conoscenze fondamentali per una vita più serena. Ogni ragazzo quando riceve la propria “paghetta”, uno studente che ottiene una borsa di studio, un operaio o un impiegato quando riceve la prima busta paga, dovrebbe essere in grado di utilizzare in modo oculato le poche o tante risorse finanziarie che sono disponibili per le sue spese. L’educazione finanziaria deve servire proprio per far acquisire a quel ragazzo, quello studente, quel lavoratore le conoscenze utili per rispondere all’esigenza di sapere amministrare bene i soldi di cui dispone.

Come valuta l’impegno del comparto assicurativo?
Quando andavo alla scuola elementare c’era in tutto il Paese la ‘Giornata nazionale del risparmio’ e veniva regalato ad ogni scolaro un salvadanaio a forma di casetta per mettere da parte qualcuna delle poche lire di cui disponevamo. In quel giorno, in tutte le scuole il maestro ci parlava dell’utilità di risparmiare. Quella giornata veniva organizzata dall’INA, l’Istituto di assicurazione pubblica, che ha avuto un grande merito nel gestire le prime esperienze di educazione finanziaria. Poi sono venuti decenni in cui forse questo obiettivo è stato un po’ trascurato. Negli ultimi anni l’ANIA, soprattutto con le iniziative della fondazione Forum ANIA-Consumatori, ha rilanciato questo impegno ad essere presente nelle scuole e nel grande pubblico, offrendo strumenti di formazione finanziaria sia vis à vis che on line. Io&irischi è uno di questi.

Come si sta muovendo l’Europa?
L’Europa è molto attiva nell’educazione finanziaria, sia a livello comunitario che dei singoli Paesi. Già dal 2007 la Commissione UE ha proposto una comunicazione con i principi base dei programmi di financial education. Successivamente è stato costituito un Gruppo di esperti di alto livello per promuovere best pratices, da individuare nei vari Paesi.

Ricordiamo in particolare DOLCETA, strumento on line di educazione economico-finanziaria realizzato e gestito da EUCEN (the European Association for University Lifelong Learning), che riceve finanziamenti dalla UE. Di recente la Direzione Generale Sanco ha lanciato un programma per progetti di educazione finanziaria, stanziando un milione di euro. Il CESE - di cui sono membro in rappresentanza dei consumatori italiani - ha approvato nell’assemblea plenaria del 14 luglio scorso un Parere in cui chiede un forte impegno comunitario e degli Stati nell’educazione finanziaria dei cittadini lungo tutto l’arco della vita. Spero ci possano essere degli effetti positivi, in seguito a questo appello.

 

CESE

noi e la scuola

Il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) è un organo consultivo dell’Unione europea. Fondato nel 1957, offre consulenza qualificata alle maggiori istituzioni UE (Commissione, Consiglio e Parlamento europeo) attraverso l’elaborazione di Pareri sulle proposte di leggi europee, e si esprime con opinioni elaborate di propria iniziativa.

Uno dei compiti principali del CESE è fungere da ponte tra le istituzioni UE e la “società civile organizzata”: a tal fine contribuisce a rafforzare il ruolo delle organizzazioni della società civile, stabilendo un dialogo strutturato con questo tipo di organizzazioni negli stati membri della UE e in altri paesi del mondo.