io e i rischi
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intervista

Il parere di Giorgio Caldi,
docente Istituto Italo Calvino di Milano

melottiCome è stato affrontato il progetto Io&irischi nella sua scuola?
Il progetto è stato proposto dai docenti di tecnologia e matematica agli studenti di una classe terza. Le schede e i fogli di lavoro ci hanno aiutato nell’organizzare il percorso didattico che, partendo dalla rilevazione delle preconoscenze, si è articolato seguendo quanto proposto dalla guida per il docente. Le proposte di lavoro in gruppo, proprio per la loro peculiarità nell’attivare cooperazione tra diverse competenze, hanno incontrato il maggior gradimento da parte degli alunni. Curiosità e voglia di sperimentare hanno spinto quasi tutti gli studenti a sfogliare il game magazine per cimentarsi con i test e verificare il proprio Q.R (quoziente di rischio).

Cosa pensavano i ragazzi del concetto di rischio prima di prendere parte al progetto?
Dall’indagine sulle preconoscenze si rileva che i ragazzi possiedono già un concetto di rischio; l’87% , infatti, considera il rischio la probabilità di farsi male o di subire un danno. Gli studenti completano tale definizione con una serie di esempi legati non solo al loro quotidiano domestico, ma anche analizzando e ipotizzando tale evento in diverse situazioni e contesti.

Che risultati hanno dato le verifiche finali?
I risultati ottenuti sono in sintonia con le competenze cognitive possedute dagli studenti e verificate in altri contesti di apprendimento. La loro distribuzione nelle fasce di livello (Alta, Media, Bassa), abbinata ai punteggi ottenuti nelle verifiche è questa: Alta 42%, Media 31%, Bassa 27%. In questa distribuzione è predominante la fascia Alta, in quanto le domande della prima prova sono semplici, ma proprio questa semplicità ha permesso anche agli studenti con minor competenze di dare delle risposte corrette.

Ritiene che il progetto andrebbe esteso a tutte le scuole secondarie italiane? Se sì, con quali eventuali accorgimenti?
La proposta potrebbe essere estesa a tutte le scuole; ritengo fondamentale la possibilità di lavorare insieme, per attuare compresenze e attivare una didattica laboratoriale. Diversamente l’iniziativa, seppur valida, resta confinata in una logica disciplinare e perde quell’aspetto multidisciplinare che la caratterizza. Purtroppo questi spazi di lavoro comune con i recenti provvedimenti governativi hanno subito drastici tagli e, di conseguenza, in futuro si prevede una maggior difficoltà dei docenti nell’aderire ai progetti e nell’affrontare problematiche come quelle proposte.

 

scuola

noi e la scuola

L’Istituto Italo Calvino è situato nel quartiere Precotto, a Nord di Milano, lungo una delle grandi direttrici che collegano l’hinterland con il centro della città.

Il quartiere ha mantenuto la sua identità di vecchio borgo, poi assorbito dalla città: di questa caratteristica ne ha beneficiato la scuola, che è sentita dalla comunità non solo come luogo istituzionale per la formazione dei giovani abitanti del quartiere, ma anche come punto di aggregazione e di formazione continua per gli adulti.

È quindi sempre aperta al territorio con moltissime iniziative che vedono coinvolti insegnanti, genitori, alunni e, più in generale, tutti gli abitanti del quartiere.